Federcanapa, in collaborazione con EIHA, ha presentato un manifesto per il rilancio di nuovi modelli economici per il dopo emergenza sanitaria

L’emergenza sanitaria legata al COVID19 ha stravolto le abitudini delle persone e del mondo del lavoro, producendo una crisi economica e sociale di cui al momento non si conosce ancora la reale entità.

Il futuro dell’umanità impone la riformulazione di nuovi modelli sanitari, sociali ed economici che determineranno gli stili di vita dei prossimi anni.

Nel nostro Blog abbiamo già parlato, con i nostri articoli, di come la Canapa, con un focus particolare sull’Italia, possa essere un alleato in più, con cui affrontare le sfide dell’oggi e del domani.

In questo senso è intervenuta ufficialmente Federcanapa che ha presentato il Manifesto della Canapa, realizzato in collaborazione con l’Associazione europea della Canapa Industriale (EIHA), rappresentante del settore europeo degli operatori della Canapa.

L’obiettivo di Federcanapa è quello di proporre un nuovo approccio con l’obiettivo di valorizzare il potenziale della pianta di canapa in tutte le sue componenti, verso una bioeconomia sostenibile e “zero emissioni”.

Il documento, articolato in 10 punti chiave, accompagnato dall’hashtag #hemprevolution, fornisce proposte da trasformare in azioni concrete.

  1. Le politiche pubbliche dovrebbero promuovere l’uso della Canapa negli alimenti, nei mangimi e nei prodotti manifatturieri e finanziare lo sviluppo di catene di valori sostenibili.
  2. Il contribuito ambientale della pianta di canapa deve essere riconosciuto e deve essere incoraggiato l’uso della canapa come cultura capace di catturare carbonio.
  3. Gli Stati membri non dovrebbero applicare la legislazione sul controllo della droga alla canapa e ai suoi prodotti derivati, purché siano rispettati i limiti stabiliti per il contenuto di THC.
  4. Il livello massimo di THC consentito deve essere riportato dallo 0.2% allo 0.3%.
  5. Gli operatori devono essere autorizzati a utilizzare tutte le parti della pianta – compresi fiori e foglie – e commercializzare qualsiasi tipo di prodotto, nel rispetto dei limiti per il contenuto di THC.
  6. Le preparazioni a base di Canapa con un contenuto di cannabinoidi naturali non dovrebbero essere considerate come nuovi alimenti (novel food).
  7. Si dovrebbero stabilire valori guida meno restrittivi per il THC negli alimenti e nei mangimi.
  8. Tutte le materie prime derivate dalla canapa dovrebbero essere ammesse come ingredienti per i cosmetici.
  9. L’UE dovrebbe valorizzare e promuovere l’uso delle fibre di canapa per la produzione di fibre corte e lunghe per i prodotti tessili e favorire la creazione di catene del valore sostenibili.
  10. L’uso di materiali da costruzione a base di Canapa dovrebbe essere incentivato sia nel settore pubblico che in quello privato, con obiettivi chiari per la sostituzione totale o parziale di altre alternative meno sostenibili.

Con questo manifesto le due associazioni intendono sottolineare, qualora ce ne fosse ancora la necessità visti i numerosi studi e ricerche che testimoniano l’efficacia di questa coltura, l’enorme potenziale del settore europeo della canapa nell’accelerare la transizione verso un’economia sostenibile a emissione zero, in linea con i principi dell’European Green Deal, presentato prima dell’emergenza Covid in sede europea.

La Canapa potrebbe portare ad una crescita sostenibile e duratura, creando posti di lavoro qualificati.

Appare sempre più chiaro come la Canapa possa svolgere, al tempo del COVID, un ruolo fondamentale per una nuova società più verde e sostenibile, proponendo una soluzione concreta per garantire cibo, nutriente, prodotti non alimentari rispettosi dell’ambiente, aria e terra pulita.

Sostenere il settore Canapa in maniera decisiva rappresenta, secondo FederCanapa , EIHA e non solo, una sfida cruciale per riformulare il futuro dopo la pandemia.