Green Valley in collaborazione con organizzazioni che operano sul territorio, ha sviluppato un progetto di integrazione sociale attraverso le attività di lavorazione della Canapa.

Green Valley è un’azienda con un’anima ed una responsabilità sociale.

Dal 2018 sviluppa un primo progetto di integrazione al lavoro con quattro lavoratori migranti che vivono sul territorio della provincia dell’Aquila

Sekou Camara e Moussa Sedibe, provengono dal Mali, ex colonia francese, con circa 18 milioni di abitanti divisi in sette etnie principali, in cui la guerra è una costante.

Rifugiati in Italia per motivi umanitari, grazie alla collaborazione tra Green Valley ed il Centro di Accoglienza di Sulmona (AQ), Sekou e Moussa hanno lavorato in azienda durante l’estate 2018 fino al termine della stagione agricola. 

Il servizio di Accoglienza di Richiedenti Protezione Internazionale è un servizio che necessita di grande professionalità e umanità poiché i soggetti che ne usufruiscono provengono nella quasi totalità dei casi da paesi in guerra.

Uno dei focus principali in cui la Cooperativa è impegnata, è quella di affiancare ogni ospite del Centro in un percorso di approccio e scoperta della realtà in cui vivono.

Sekou e Moussa hanno lavorato, in maniera particolare, nel team di raccolta e lavorazione della cannabis sativa coltivata in Valle Subequana.

‘In questi anni abbiamo accolto un gran numero di Richiedenti Asilo – racconta Giorgia Mazzotta, una delle responsabili del progetto – e abbiamo vissuto le problematiche di chi viaggia, con immenso rischio, alla ricerca di un percorso di vita differente: abbiamo ascoltato e cercato di aiutare i sopravvissuti ai naufragi, alle violenze delle carceri libiche, allo sfruttamento e alla tratta di esseri umani, alla malnutrizione. Abbiamo cercato, e cerchiamo tuttora, di lavorare con rispetto nei confronti di tutti, anche del territorio, senza clamore e pubblicità, ma col fine ultimo della dignità’.

Le attività del centro di accoglienza sul territorio sono iniziate a marzo 2016  e si sono concluse a fine maggio 2019 considerata la disposizione di chiusura del centro stesso e il contestuale trasferimento degli ospiti in altre strutture di accoglienza presenti nella Provincia dell’Aquila.

David Onaghise e Paschal, provengono dalla Nigeria, vivono nel comune di Cansano (AQ) e sono stati inseriti in un progetto SPRAR, attraverso la cooperativa Horizon Service, sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati è composto dalla rete degli enti locali che, con il supporto delle realtà del ‘terzo settore’, garantiscono interventi di ‘accoglienza integrata’ che prevedendo misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

I quattro ragazzi, in una proficua collaborazione tra azienda e cooperativa, sono stati coinvolti in tutti i processi di lavorazione della canapa.

In maniera particolare hanno sviluppato conoscenze e abilità in due fasi distinte, nella prima durante il raccolto, nello stabilire il giusto grado di maturazione del campo.

Verificare la presenza di agenti negativi per la buona crescita della pianta. Defogliazione e monitoraggio del campo.

La seconda fase riguarda invece il raccolto, l’essiccazione e la pulizia, il controllo della presenza di agenti esterni.

I ragazzi hanno operato all’interno di un team di lavorazione composto da otto persone, di cui tre donne dimostrando spirito di squadra e di collaborazione nella risoluzione di tutte gli ostacoli e le difficoltà che possano presentarsi nel corso di una stagione agricola.

Il lavoro diventa in questo modo uno ‘strumento’ di integrazione poiché ha favorito l’attivazione di diverse e positive dinamiche all’interno della comunità in cui si lavorano.

Lo scambio interculturale ha permesso al team, composto esclusivamente da italiani, di poter conoscere una cultura molto diversa da quella di provenienza, e per i ragazzi africani una grande opportunità di conoscenza e di apprendimento. L’Africa 

La presenza quotidiana al lavoro ha permesso ai ragazzi di esercitare ed apprendere sempre meglio la lingua italiana, scoprire le regole e le abitudini necessarie affinché un Team lavori in maniera proficua e organizzata. 

Tra gli aspetti positivi da sottolineare c’è sicuramente una maggiore acquisizione di familiarità con il territorio, quindi una maggiore consapevolezza di sé stessi e di poter vivere in un ambiente come soggetti attivi e non passivi.

I quattro ragazzi ogni mattina hanno raggiunto il luogo di lavoro autonomamente, con l’ausilio dei mezzi pubblici, per poi aggregarsi al resto del Team per il lavoro da svolgere.

Ad un anno dall’inizio di questo progetto Sekou Camara continua a lavorare regolarmente nel team di Green Valley dove ha sviluppato crescenti conoscenze e abilità nella lavorazione della cannabis.

“La mia esperienza in Green Valley è molto positiva – racconta Sekou Camara – ho lavorato molto con il team, mi sono occupato soprattutto delle attività in campo. E’ un lavoro che mi piace, ma ci sono ancora tante cose che devo ancora imparare”.